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Ospedale, Comitato Pediatria: “Vogliamo essere ottimisti”. Critiche Lega Nord e l’Altra Faenza

Non si sono fatte attendere le reazioni delle forze politiche e dei comitati faentini all’intervento di giovedì 6 ottobre del direttore generale di Ausl Romagna Marcello Tonini in merito alla riorganizzazione ospedaliera della provincia di Ravenna. Stando a quanto espresso durante l’assemblea, i punti nascite e parti cesarei programmati e indotti saranno garantiti a Faenza e Lugo grazie a un equipe che coprirà i tre presidi. Ci sarà inoltre un impegno concreto per far sì che il posto letto di pediatria faentino venga mantenuto grazie a un “escamotage”  che permetta – come dichiarato dallo stesso Tonini – di “salvare capre e cavoli” e che non vada contro le norme (la normativa prevede infatti la garanzia di un minimo di 10 posti letto). Confermati i 24 posti letti in meno a Faenza, su 101 complessivi tra i tre presidi.

ospedale

Il 18 ottobre un bando per la pediatria

Il comitato faentino “Giù le mani dalla pediatria” conferma il moderato ottimismo espresso, subito dopo l’incontro, dal loro portavoce Luca Gaudenzi. “Per una volta noi del Comitato vogliamo essere ottimisti – recita la nota del comunicato – vogliamo esserlo perché forse dopo un anno e mezzo di richieste e di sensibilizzazioni riusciremo ad avere un nuovo Pediatra H24 con contratto a tempo indeterminato (il bando sarà attivato il 18 ottobre, ndr) su Faenza e Lugo e ciò permetterà alla Pediatria di ritornare nuovamente attiva pur se con la questione del posto letto di degenza ancora poco chiara. Vogliamo essere ottimisti – continua il comitato Pediatria – perchè forse riusciremo (a data da destinarsi) ad avere un’ equipe di medici che gravitando su Ravenna, Faenza e Lugo permetterà alla Direzione Ausl di riportare i cesarei programmati a Faenza e Lugo consentendo ai reparti di mantenere uno standard qualitativo dei servizi offerti di alto livello. Certo, ci dispiace che non siano state tenute in considerazione le nostre richieste, espresse in modo formale e in forma scritta dopo attente valutazioni e pareri di tecnici; richieste peraltro condivise da molti esponenti politici dei partiti presenti in Consiglio”.

Le richieste espresso dal Comitato Pediatria riguardano per esempio l’inserimento nel bacino d’utenza dell’Ospedale di Faenza dei comuni di Marradi, Tredozio, Modigliana e Palazzuolo, la riattivazione, presso il pronto soccorso di Faenza, dell’ambulatorio dedicato ai piccoli pazienti e l’introduzione dell’analgesia epidurale nel reparto ostetrico faentino.

Comitato pediatria: “Si deve passare dalle parole ai fatti”

Impossibile, con le normative attuali, mantenere il posto letto di degenza per pediatria: tuttavia durante la serata è stata valutata la possibilità di trovare una soluzione che non vada contro le norme.”Vogliamo essere ottimisti perché il dottor Tonini si è impegnato, in riferimento al posto letto di degenza, per salvare “capra e cavoli” rispettando le norme e garantendo situazioni di comfort per i piccoli pazienti. Vogliamo essere ottimisti perchè crediamo ancora alla rispettabilita’ della parola data. Pretendiamo però che queste parole diventino fatti in poco tempo e non si lascino passare anni. Come cittadini informati dei fatti continueremo a restare vigili e attenti affinchè questo ottimismo velato possa tradursi in concreti provvedimenti a favore dei cittadini”.

Lega Nord: “Non si sono risolti i problemi”

Molto critica invece la reazione della Lega Nord all’incontro di giovedì 6 ottobre. “In teoria avrebbe dovuto portare notizie, buone, certe, credibili, sul futuro dell’Ospedale di Faenza – affermano Andrea Liverani, consigliere regionale faentino della Lega Nord, e Gabriele Padovani, capogruppo leghista in consiglio comunale a Faenza, – e in primis sul reparto di Pediatria. In pratica, ha parlato di nulla, in politichese, e ha solo fatto perdere tempo a tutti”.

“Su Faenza – continua la Lega Nord – verranno tagliati ulteriori 50 posti letto, non verrà allestito il posto letto pediatrico, e Tonini, che è un tecnico, invece di scodellare numeri, garanzie, teorie che fa? Parla in linguaggio politico, e per di più non dice nulla se non cose che già si sanno, e che gli era stato chiesto di risolvere”.

L’Altra Faenza: risposte insoddisfacenti

Anche l’Altra Faenza non è soddisfatta dall’incontro con il direttore generale Ausl Romagna, Marcello Tonini. “Di risposte chiare e positive ai tanti problemi aperti – scrive l’Altra Faenza – in effetti, ne sono giunte ben poche. Sbagliando clamorosamente registro, nel suo primo intervento Tonini – con toni inopportuni, giudicati al limite dell’insolenza – ha riproposto criteri generali a tutti già noti con un intento fin troppo evidente: la legge impone il contenimento, sono i tecnici ad applicarla. Di risposte Tonini e Guerra (il direttore sanitario Ausl Romagna, ndr) ne hanno infine fornite, ma sono risultate tutt’altro che tranquillizzanti“.

Particolarmente insoddisfacente è ritenuto, da l’Altra Faenza, il rapporto che legherà i due ospedali di Faenza e Lugo. “Circa il futuro dell’ospedale, si è parlato di sinergie fra Faenza e Lugo non escludendo altre in direzioni diverse. Cosa significa? – continuano gli esponenti di l’Altra Faenza – Tutto e niente, se si tiene conto che, com’è stato riaffermato, in Emilia Romagna “si lavora in rete e quindi gli ospedali non vengono classificati”. Ciò vuol dire che non esistono parametri di riferimento e che la stessa richiesta – riproposta a più riprese anche dal sindaco Malpezzi – di avere un ospedale di primo livello articolato sui presidi di Faenza e Lugo, rischia di tradursi in una soluzione indeterminata quand’anche venisse perseguita”.

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