Su proposta del M5S aumenta la trasparenza nell’Unione dei Comuni

Più trasparenza e più vicinanza delle istituzioni con i cittadini dei sei Comuni dell’Unione. Nella seduta del 15 settembre 2016 il Consiglio dell’Unione della Romagna Faentina ha approvato all’unanimità una proposta di modifica del regolamento del Consiglio, introducendo la registrazione audio delle sedute assembleari. Il cambiamento è stato promosso dal consigliere faentino Andrea Palli (Movimento 5 Stelle), che aveva riscontrato delle imprecisioni nei verbali redatti a mano durante i precedenti consigli. “Non posso quindi che essere soddisfatto di questa modifica del regolamento – ha dichiarato Andrea Palli – di certo non una rivoluzione, ma comunque un piccolo passo in avanti verso una maggiore trasparenza ed efficacia organizzativa di questo consesso che sta acquistando, con il trasferimento di tutte le competenze fondamentali, sempre più importanza e potere decisionale”. Il consigliere pentastellato ha poi aggiunto che presto presenterà un documento per chiedere di avviare le registrazioni video in streaming dei consigli dell’Unione. Sarebbe un bel passo avanti: attualmente la registrazione video è disponibile solo per i Consigli Comunali di Faenza e Castel Bolognese, mentre i cittadini possono ascoltare l’audio dei Consigli di Brisighella e Solarolo.

In aggiunta, sempre nella seduta del 15 settembre, il presidente dell’Unione Giovanni Malpezzi ha comunicato che nei prossimi mesi ogni riunione del Consiglio sarà preceduta da una commissione preparatoria, con la finalità di approfondire i temi in discussione. Anche questa era una richiesta del Movimento 5 Stelle, che a luglio aveva definito l’Unione “un ente che opera senza sedi di confronto conoscitivo, come sono le commissioni comunali, e con una giunta politica (i sindaci dei comuni dell’Unione sono gli assessori dell’Unione dei Comuni) e non di tecnici, come dovrebbe essere nelle strutture dei comuni”. Si prospetta quindi il rafforzamento delle istituzioni dell’Unione dei Comuni, ma da dove viene questa istituzione e di cosa si occupa?

Nel 2012 nasce l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina

Lo stemma dell'Unione della Romagna faentina: sei esagoni a rappresentare i sei Comuni: 3 di pianura e 3 di collina
Lo stemma dell’Unione della Romagna faentina: sei esagoni a rappresentare i sei Comuni: 3 di pianura e 3 di collina

L’Unione dei Comuni della Romagna Faentina è un ente sovracomunale di secondo livello a cui partecipano i sei Comuni del comprensorio faentino e che si occupa di gestire servizi e funzioni proprie dei Comuni in forma associata. L’Unione della Romagna Faentina nasce nel 2012 tramite l’allargamento “a valle” dell’Unione dei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme, erede della Comunità montana dell’Appennino faentino (sciolta nel 2009). L’Unione è un ente di secondo livello perché non ha organi istituzionali eletti direttamente dai cittadini (come la Regione o i Comuni stessi), ma al contrario i suoi componenti sono designati fra chi ricopre già una carica negli enti locali di base. Quindi la Giunta dell’Unione è formata dai sei sindaci, con Malpezzi come presidente e Nicola Iseppi di Casola Valsenio come vicepresidente, e ciascun primo cittadino ha delle deleghe specifiche, sul modello degli assessori comunali. Il Consiglio dell’Unione vede invece dei consiglieri comunali delegati a partecipare: il presidente è Maria Luisa Martinez (già preside dell’Istituto Oriani) e al Consiglio partecipano esponenti del Pd, Lega Nord, Forza Italia, Sel, Insieme per Cambiare e M5S.

Romagna Faentina: entro il 2018 il trasferimento di tutte le funzioni dei 6 Comuni

I sei sindaci dell'Unione della Romagna faentina con la consigliera regionale Rontini
I sei sindaci dell’Unione della Romagna faentina con la consigliera regionale Rontini

L’Unione della Romagna Faentina al momento si occupa di gestire in forma associata una serie di servizi dei Comuni (fra gli altri quelli del personale, dei servizi informatici, dell’urbanistica ed edilizia privata, dei servizi sociali) e la volontà politica dei sei sindaci è di arrivare al completo trasferimento di tutte le funzioni all’Unione entro il 2018. In particolare, per i Comuni minori (Casola Valsenio e Solarolo) questo percorso è un obbligo previsto dalla legge (Spending review 2 del Governo Monti, l.135/2012), mentre per gli altri Comuni le amministrazioni valutano che con la gestione associata si possano conseguire una maggiore efficienza (minori costi) ed efficacia (mantenimento degli standard di offerta e servizi più omogenei). Le forze politiche si dividono su questo tema: se da una parte troviamo il Partito Democratico a favore dell’istituzionalizzazione dell’Unione (anche se con qualche sfumatura fra i vari Comuni e le varie correnti) decisamente contrari appaiono la Lega Nord, Forza Italia e il Movimento 5 Stelle. Le opposizioni votarono contro lo statuto dell’Unione nel 2012 e recentemente hanno accusato l’Unione di essere una struttura ridondante che moltiplica la burocrazia invece che diminuirla.

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Oltre al tema della reale semplificazione dell’azione amministrativa e parallelamente al conferimento di tutte queste incombenze all’Unione, nei prossimi anni andranno affrontati anche il tema del controllo democratico e dell’informazione dei cittadini, che ancora poco sanno riguardo all’esistenza e al funzionamento dell’Unione. Non possono quindi che salutarsi favorevolmente tutte le iniziative volte in tal senso.

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