Lòm a Mêrz 2017: sei giorni nel cuore della tradizione romagnola

Un calendario di eventi ispirati alla tradizione agricola e alla cultura popolare romagnola. Mostre, balli e spettacoli accompagnati da degustazioni di vini e cibo dell’enogastronomia locale: torna Lom a Merz, appuntamento annuale con la memoria storica e l’autenticità di riti secolari. Dal 26 febbraio al 3 marzo, i falò ritornano ad illuminare i territori della Romagna rurale, coinvolgendo le province di Ravenna e Forlì-Cesena, fino al bolognese. Oltre al retaggio del passato, l’edizione di quest’anno celebra anche la cucina di Pellegrino Artusi.

Fuochi propiziatori in buon auspicio ad un’annata favorevole

I “Lòm a Mêrz” (lumi di marzo) affondano le loro radici nell’antica tradizione contadina romagnola, terra storicamente legata all’agricoltura. Oggi come allora, il settore agricolo non poteva esimersi dal dover fare i conti con le avversità meteorologiche: il rapporto critico con la natura e la sua proverbiale inflessibilità, sono rimasti gli stessi da migliaia di anni e per questo nasceva la volontà di scongiurare la malasorte con riti propiziatori che si traducevano in fuochi magici, i falò. Questi avevano come obiettivo quello di invocare un’annata favorevole per il raccolto, oltre a celebrare metaforicamente l’arrivo della primavera e quindi la fine di quel freddo invernale che maltrattava i campi. I fuochi potevano durare per molte ore, anche l’intera notte. Uomini, donne e bambini si radunavano tutti insieme per scaldarsi e per fare lume a marzo, ovvero illuminare il mese che stava per arrivare, sperando portasse presto la buona stagione.

Tutto questo sono i Lòm a Mêrz, un’occasione di incontro che riuniva i contadini nelle aie e che associava all’atto propiziatorio anche momenti di divertimento. Oltre a bruciare rami secchi e resti di potature – come se al loro interno si annidasse il maligno inverno – si festeggiava l’arrivo della bella stagione con canti e danze, mangiando e bevendo insieme intorno ai fuochi (al fugarèn). Questa atmosfera di condivisione e convivialità è proprio ciò che dell’antico rito, si vuole cercare di far rivivere anche ai giorni nostri.

Lòm a Mêrz: edizione 2017 dedicata alle ricette di Pellegrino Artusi

Durante i sei giorni a cavallo tra fine febbraio e inizio marzo, in circa cinquanta aie e case di campagna verranno accesi grandi falò attorno ai quali si svolgeranno iniziative e incontri sulla tradizione e riscoperta dei sapori di un tempo. L’iniziativa è organizzata come ogni anno dall’associazione Il lavoro dei contadini, formata da un gruppo di imprenditori agricoli che lavorano insieme per la promozione del territorio, valorizzando i prodotti tipici attraverso il recupero delle tradizioni, delle arti e della cultura contadina.

Il presidente Italo Graziani, spiega come si sia deciso di dedicare questa edizione non solo al rito purificatore ma anche a Pellegrino Artusi e alla riscoperta dei sapori delle sue ricette. “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, il libro che lo ha reso il padre della cucina italiana, ha esaltato con passione il mondo del gusto e con eccezionale intuizione ha fermato il tempo con le sue ricette legate alla civiltà agricola. La visibilità e l’appartenenza identitaria culinaria è proprio il concetto a cui si ispirano quest’anno i Lom a Merz: la cultura del territorio passa quindi attraverso l’incontro con i piatti di una cucina semplice e schietta, all’interno delle case contadine.

Gli appuntamenti dei Lom a Merz 2017

L’agenda degli appuntamenti prevede come tutti gli anni un momento di ritrovo al Rione Verde di Faenza che, in collaborazione con l’Accademia Medievale e Slow Food Condotta di Ravenna, apre la mostra fotografica “Gli uomini e le donne della Campagna Faentina dal 1958 al 1968” di Sisto Scardovi. In seguito, una conversazione sul tema “La cucina di casa in Romagna: cibo, ricette e personaggi”, con Alfredo Antonaros, giornalista e scrittore, studioso dell’evoluzione storica e del ruolo socio-culturale del cibo e della cucina. Dopo l’accensione del falò, cena a artusiana a cura di Carla Brigliadori, chef e sommelier e responsabile della Scuola di Cucina di Casa Artusi.

Ad anticipare le feste nella serata di sabato 25 febbraio la frazione faentina di Marzeno festeggia l’appuntamento dei Lom a Merz con stand gastronomici aperti dalle ore 19 e lo spettacolo di Mangiafuoco. A seguire, alle 20, l’accensione dei tradizionali falò.

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