Teatro, sport, coraggio: Claudio Casadio racconta Mar del Plata

Una lunga corsa con la palla ovale attraverso la tragedia dei desaparecidos argentini degli anni Settanta: con Mar del Plata il teatro racconta attraverso lo sport una delle vicende più drammatiche del secolo passato. La storia vera è quella di una squadra di Buenos Aires – il La Plata Rugby -, che non piegandosi ai dettami imposti dalla dittatura mano a mano viene decimata dalla polizia del regime: alla fine resterà in vita solo un giocatore, Raul Barandiaran, a tramandare alle nuove generazioni le vicende di quegli anni. Lo spettacolo per la regia di Giuseppe Marini è coprodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri e Società per Attori. Dopo aver ricevuto numerosi premi in giro per l’Italia, sarà in scena al Teatro Masini di Faenza da lunedì 6 a mercoledì 8 febbraio con inizio alle ore 21.

Claudio Casadio: “Uno spettacolo intenso, commovente e riflessivo”

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Mar del Plata racconta le vicende di una squadra di rugby nell’Argentina della dittatura militare.

«Intenso, commovente e riflessivo»: questi i tre aggettivi con i quali Claudio Casadio, uno dei protagonisti dello spettacolo e condirettore di Accademia Perduta, descrive Mar del Plata. L’attore nel 2009 ha recitato nel film L’uomo che verrà di Giorgio Diritti e negli ultimi è stato protagonista, insieme a Pamela Villoresi dello spettacolo Il mondo non mi deve nulla scritto da Massimo Carlotto e con la fiaba Pollicino che ha portato in giro per tutta Europa«Da diverso tempo portiamo in giro per l’Italia questo spettacolo e sta riscuotendo molto successo – spiega Claudio Casadio – È un testo bello e amaro ma anche pieno di speranza. È una vicenda che oggi sembra lontana nel tempo ma in realtà sono passati poco più di una trentina d’anni». E i numeri, per quanto approssimativi, parlano chiaro: si ritiene che, tra il 1976 e il 1983 in Argentina, sotto il regime della Giunta militare, siano scomparsi fino a 30mila dissidenti o sospettati tali su 40mila vittime totali. Tra i desaparecidos argentini figurano anche i giocatori del La Plata Rugby, a cui la finzione teatrale dà finalmente voce.

Il testo di Mar del Plata è stato scritto da Claudio Fava

Uno spettacolo che unisce Italia e Argentina: si muore per un’ideale a Buones Aires così come si muore a Palermo. Non a caso a scrivere il testo da cui è tratto lo spettacolo è stato Claudio Fava, sceneggiatore de I cento passi e figlio di Giuseppe Fava, scrittore e drammaturgo ucciso dalla mafia nel 1984. «È un testo molto amaro – racconta Claudio Casadio – però questi giovani non si sono piegati alla dittatura e non sono scappati: Raul continuerà a lottare. Sarà colui che racconterà al mondo questa storia. Ancora oggi non si sa quantificare esattamente i numeri di quanta gente ha colpito il regime. E’ uno spettacolo attuale: oggi come allora i regimi sono pericolosi, uccidono i giovani e uccidono le idee: e questo fa riflettere sulla nostra contemporaneità».

Claudio Casadio: “Il mio personaggio? Detestabile”

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Claudio Casadio (a destra) interpreta il feroce capo della polizia della dittatura.

A mettere in pratica la crudeltà del regime sulla scena è proprio Claudio Casadio. «Un personaggio detestabile»: ecco come l’attore descrive il capitano della polizia del regime, il ruolo che interpreta sulla scena. «Questa volta mi è capitato un personaggio davvero detestabile, ma qualcuno doveva farlo e tra i componenti della compagnia io per diversi motivi ero il più adatto». Il capitano della polizia del regime rappresenta un vero e proprio aguzzino senza scrupoli. «Devo dire che per un attore della mia età confrontarsi con un personaggio che non ami è stato molto stimolante. Il pubblico apprezzerà certamente molto il tuo lavoro come attore, ma non potrà mai amare il tuo personaggio: in questo modo puoi lavorare sul personaggio senza poter contare sull’atto benevolo dello spettatore». Uno spettacolo teatrale ogni volta che viene replicato aumenta di intensità: ogni anno migliora e il rapporto tra attori e personaggi matura. «Quest’anno lo spettacolo sarà più forte e ricco di sfumature. Il mio personaggio è un fallito e si scontra con l’allenatore del Mar del Plata che conosceva già da ragazzino. In realtà i due personaggi rappresentano due facce della stessa medaglia. Sono due modi diversi di vedere la storia, anche l’allenatore non è un personaggio del tutto positivo, ma è un ignavo che non avrà lo stesso coraggio di quei ragazzi che allenava».

La compagnia di Mar del Plata: tanti giovani attori sulla scena

Una compagnia teatrale che nel corso del tempo ha fatto davvero squadra attorno a Mar del Plata. I dieci attori dello spettacolo, così come interpretano sulla scena, si sono affiatati molto nel riproporre in teatro le vicende della squadra di Raul. «Siamo una bella compagnia piena di energia – racconta Claudio Casadio – abbiniamo elementi con esperienza a tanti nuovi talenti giovani. Ogni anno abbiamo ripreso in mano il testo dello spettacolo con molta carica». Gli interpreti dello spettacolo sono – oltre Claudio Casadio -, Giovanni Anzaldo, Fabio Bussotti, Andrea Paolotti, Tito Vittori, Edoardo Frullini, Fiorenzo Lo Presti, Giorgia Palmucci, Alessandro Patregnani e Guglielmo Poggi.

Lo sport e il teatro uniti nel segno del rugby

Foto: Leonardo Farina
La squadra del Faenza Rugby. Foto: Leonardo Farina

Una storia che unisce teatro e sport: anche a Faenza il rugby faentino parteciperà alla visione dello spettacolo. «Abbiamo avute tante squadre di rugby che sono venute a vederci – racconta Claudio Casadio –  penso sia stata una testimonianza bellissima. Lo sport è fondamentale in questo spettacolo, è lo spirito sportivo che fa resistere tutti assieme questi ragazzi senza fuggire. Anche se tra di loro gli ideali non sono gli stessi, il gioco di squadra unisce. Lo sport fa bene come educazione, ti insegna disciplina. Quersti ragazzi vengono decimati ma la squadra resiste e ogni volta che giocano lo sport diventa una manifestazione politica».

Accademia Perduta: il coraggio di portare nuovi testi al pubblico

Teatro non è solo riproporre i grandi classici di Euripide e Shakespeare, ma anche avere coraggio nel presentare nuove produzioni. «Da alcuni anni come Accademia Perduta produciamo spettacoli contemporanei – spiega il condirettore artistico – Il pubblico ha voglia di testi nuovi e di un teatro che parli di problemi contemporanei. Questo ci stimola ad andare avanti in queste produzioni, nonostante le difficoltà di distribuzione. Anche il pubblico del Teatro Masini recentemente ha dimostrato di apprezzare molto i testi di teatro contemporaneo e ad ogni messa in scena in tutta Italia otteniamo l’apprezzamento del pubblico».

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