#buonsensoaigiovani – JACOPO LORENZINI – L’Altra Faenza

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Intervista a Jacopo Lorenzini – 28 anni – Lista “L’Altra Faenza”

 

– Perché si candida come consigliere comunale? Come nasce questa passione?

Nasce dall’aver sperimentato negli anni molte esperienze associative in ambito culturale, sia a Faenza che altrove, ma soprattutto dall’aver toccato con mano come le associazioni che vivono e agiscono in una piccola città finiscano per subire limitazioni, condizionamenti e persino ad auto-imporsi il silenzio a causa delle pressioni dei piccoli e grandi poteri cittadini, che di volta in volta possono favorirle, sfavorirle e addirittura determinarne il fallimento. E non credo che in altri ambiti la faccenda funzioni troppo diversamente. Mi piacerebbe provare a mettere piede “dall’altra parte della barricata” e sovvertire questa mentalità, che trovo penalizzante non solo per coloro che la subiscono o vi si adeguano, ma per la città nel suo complesso, che viene condannata all’immobilità perpetua. Faenza non avrebbe nulla da invidiare a nessun’altra città della regione quanto a potenzialità turistiche, culturali, artigianali e artistiche. E invece il MIC è una cattedrale (vuota, o quasi) nel deserto del sistema museale e turistico faentino, i palazzi storici del centro cadono a pezzi e si pensa di svenderli per fare cassa, le associazioni e i rioni non si parlano fra loro e non parlano con gli esercenti, e l’amministrazione fa poco o nulla per cambiare lo stato delle cose. Per cinque anni ci si è limitati a gestire (maluccio) l’esistente, quando per cambiare davvero Faenza ci sarebbe stato bisogno di idee coraggiose e innovative, e soprattutto liberamente formulate. E poi le mie idee sono sempre state a sinistra, e L’Altra Faenza è un serio progetto per una sinistra finalmente unita.

– Al giorno d’oggi sembra che la parola “giovane” sia sinonimo di “buono”. A prescindere dalla persona, si crede che la risorsa fresca non possa che fare bene all’interno di un consiglio comunale; cosa pensa al riguardo? Cosa portano di diverso i giovani in politica?

Io francamente detesto la retorica del giovane ad ogni costo. Ci sono giovani con la testa vecchia di secoli e settantenni molto più svegli di loro, e viceversa. Credo che la mania del giovane in politica sia figlia del fatto (inconfutabile) che l’Italia sia un paese governato da una classe dirigente mediamente molto anziana, una classe dirigente che ha mancato molti appuntamenti con la storia e fallito in molte delle cose che ha provato a fare (quando ci ha provato, cosa per nulla frequente). E quindi, sostanzialmente, ce la becchiamo, un po’ come la mania delle “riforme” ad ogni costo, anche quando peggiorano quello che c’è. Ma noi siamo i figli, i nipoti di quelle classi dirigenti lì, di quelle generazioni che definiamo fallimentari, siamo cresciuti e ci siamo informati con le loro televisioni e i loro giornali – e i loro pc, i loro tablet, i loro smartphone e il loro internet, ché anche la leggenda della rete baluardo di libertà è, appunto, una leggenda quando non viene supportata dai fatti. Quindi credo non sia per nulla automatico che noialtri giovani siamo migliori dei nostri padri e nonni – che poi giovani… io per dire ho 28 anni, alla mia età mio nonno aveva già fatto due guerre e due figlie. Detto questo, certamente un giovane potrebbe portare in consiglio comunale un po’ più di coraggio, di salutare incoscienza, nel senso di rifiuto dei tatticismi e dei compromessi ad ogni costo, rispetto ad una persona che vi siede da vent’anni e magari “tiene famiglia”. Un po’ più di coerenza. O almeno lo spero.

 – Congratulazioni, è stato eletto come consigliere comunale! Fra 5 anni per cosa sarà ricordato?Quali saranno le sue battaglie?

Wow, un sacco di gente mi ha decisamente sopravvalutato! Scherzi a parte, mi piacerebbe portare in consiglio comunale la visione diversa della quale parlavo nella prima risposta. I soldi per mettere in pratica le idee, soldi la cui scarsità è l’eterna giustificazione di chi non intende cambiare, volendo si trovano. Basta non limitarsi a chiederli alla solita banca, alla solita fondazione “amica”, e provare invece a coinvolgere su singoli progetti di ampio respiro grandi realtà nazionali, o a intercettare quei fondi europei che ogni anno rimandiamo indietro perché non sappiamo come spendere. Parlo di idee come un Museo della Città che unifichi le collezioni d’arte antica, medievale e moderna ora sparse in tanti piccoli musei aperti una volta al mese. O il recupero dei palazzi storici per alloggiarvi sia il Museo stesso che altri spazi per la cittadinanza, ad esempio un vero incubatore di startup giovanili che non chieda affitti-capestro. O ancora interventi sul tessuto urbano mirati, attraverso la riqualificazione degli edifici e delle infrastrutture, a migliorare la qualità della vita e quindi la sicurezza di tutti. Poi mi piacerebbe ci fosse più gente in giro la sera, più locali aperti, più concerti, spettacoli, corsi, conferenze, insomma tutto ciò che rende viva una città e più sicuri i suoi abitanti – ché l’insicurezza si alimenta con la solitudine e il disinteresse. Queste, mi piacerebbe fossero le mie battaglie. Altri compagni di lista e altri cittadini poi, giovani e non, ce ne proporranno anche altre. E saremo pronti a combatterle insieme.

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