In bici al lavoro: il consiglio comunale approva la sperimentazione Bike to Work

Favorire gli spostamenti in bicicletta tra casa e lavoro tramite incentivi e agevolazioni fiscali da parte delle aziende: il consiglio comunale di Faenza lunedì 13 febbraio ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno promosso dal Movimento 5 Stelle volto a favorire la mobilità sostenibile. Si darà così l’avvio della sperimentazione del progetto Bike to Work nel nostro territorio. Si tratta di promuovere ed incentivare, tramite un preciso regolamento, l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti casa/lavoro. Oltre alla sicurezza stradale la sperimentazione vuole aumentare la qualità dell’aria della nostra città.

Bike to work: in bicicletta da casa al lavoro

Il documento impegna il sindaco di Faenza, giunta e consiglio comunale a «informare le aziende presenti nel territorio comunale della nascita del progetto, così che loro stesse possano valutare di incentivare anche in modo autonomo i propri dipendenti all’utilizzo della bicicletta, o di altri mezzi sostenibili, per recarsi sul luogo di lavoro».

«Il Progetto è già realtà in altri comuni italiani – afferma il Movimento 5 Stelle di Faenza – tra cui quello di Massarosa (LU) segnalato nel documento come esempio da cui partire, con le opportune modifiche del caso stilate in base alle caratteristiche e alle peculiarità del nostro territorio. Un’iniziativa valida, interessante e concreta, facilmente ed in breve tempo attuabile, con un costo molto basso per l’amministrazione, finanziabile, ai sensi di legge, con una piccola parte dei proventi delle violazioni al codice della strada».

Dalla Regione 10 milioni di euro a supporto della mobilità ciclabile

Anche l’Emilia-Romagna si muove a sostegno delle biciclette e della mobilità sostenibile. È ormai in vista il traguardo di approvazione della prima legge regionale sulla Mobilità. Il provvedimento è stato discusso giovedì 12 gennaio nella commissione Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Assemblea legislativa, presieduta da Manuela Rontini, alla presenza dell’assessore alla mobilità Raffaele Donini, che ha spiegato come la proposta di legge sia frutto di un lungo percorso condiviso con organizzazioni ambientaliste, federazioni ciclistiche, enti locali.

«Per favorire una mobilità sostenibile questa legge finanzierà non solo piste ciclabili, ma velostazioni, lunghe ciclovie e delle politiche di contrasto ai furti – ha commentato la consigliera Manuela Rontini –. L’obiettivo, ambizioso, è quello di raggiungere entro dieci anni il 20% di spostamenti quotidiani in bici, contro il 10 per cento odierno, rendendo le due ruote a pedale una valida alternativa all’automobile. Un traguardo raggiungibile, se si pensa che, oggi, il 70% degli spostamenti di emiliani e romagnoli è inferiore ai 10 chilometri».

La Rete regionale delle ciclovie dovrà tenere insieme, in modo univoco, tutti i percorsi ciclabili e le ciclovie dell’Emilia-Romagna. Nel corso dell’anno sarà inaugurata una nuova velostazione a Rimini, mentre la Regione continuerà ad incentivare la creazione di nuove piste ciclabili. A sostegno della legge ci sono 10 milioni di euro (fondi Fsc) proprio per connettere tra loro le piste ciclabili esistenti.

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