Asp Romagna Faentina: i numeri dell’accoglienza

Sui numeri e i costi dell’accoglienza nel faentino «andremo a fondo della questione perché vogliamo vederci chiaro» avevano dichiarato nei giorni scorsi i tre esponenti della Lega Nord Andrea Liverani, Gabriele Padovani e Jacopo Berti. Il consigliere regionale e i due consiglieri comunali chiedevano conto da una parte del numero elevato di profughi già presenti nella Romagna Faentina, e dall’altro del personale scelto per la mediazione culturale durante i percorsi di integrazione, giudicato troppo onerosi. La risposta dell’Asp della Romagna Faentina – l’Azienda di servizi alla persona, ente che su indicazione dei Comuni ha stipulato una convenzione con la Prefettura perla gestione dell’accoglienza – è arrivata, dando conto di numeri e risorse investite in quella che dal Carroccio è stata definita una gestione basata «sul business e sul guadagno». Al 17 gennaio 2017 nei sei comuni dell’Unione della Romagna Faentina sono presenti 320 richiedenti asilo di cui 138 gestiti direttamente dall’Asp: i numeri del territorio provinciale sono superiori ai 2,5 profughi per mille abitanti stabiliti dalla legge e, pertanto, Asp esclude la possibilità di nuovi arrivi. È stata inoltre approfondita la questione dei compensi dati da Asp a Faye Serigne Saliou e Sambou Djallo, i due mediatori linguistici di nazionalità senegalese.

Richiedenti asilo: i numeri del faentino

Delle 320 persone accolte, 138 richiedenti protezione sono gestiti direttamente dall’Asp e sono così distribuiti: 120 a Faenza (divisi tra otto strutture), 12 a Solarolo e 6 a Casola. A questi si aggiungono gli individui per i quali l’Asp ha il coordinamento, dal momento in cui dal 1 gennaio 2017 l’ente pubblico svolge questo ruolo di “ombrello” e raccordo istituzionale anche per chi non è sotto la sua gestione diretta. In questa fattispecie rientrano 81 i profughi così suddivisi: 29 nel faentino, 19 a Castel Bolognese, 16 a Riolo Terme, 10 a Fognano e 7 a Brisighella. Infine, altri 101 richiedenti protezione sono gestiti da privati, fra cui l’albergo Corona di Casola Valsenio che partecipò al primo bando della Prefettura nel 2015, portando così ad un totale complessivo di 320 persone ospitate nei territori dell’Unione della Romagna Faentina.

Richiedenti_asilo_Buonsenso@Faenza

Nel nostro distretto ci sono quindi 3,8 richiedenti asilo ogni 1.000 abitanti, una cifra superiore ai 2,5 che è la quota stabilita a dicembre dall’accordo fra il Ministero dell’Interno, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e le Regioni. Per questo motivo – precisa Asp – non sono previsti nuovi arrivi anche se non si possono escludere perchè le ondate migratorie sono difficili da prevedere e molti sindaci in Italia (ma anche in Regione) non collaborano con le Prefetture.

«Nell’estate 2015 – afferma Massimo Caroli, presidente Asp – siamo partiti con otto persone; l’Unione dei Comuni ha poi individuato nell’Asp il soggetto coordinatore dell’accoglienza. Sotto la spinta delle forte ondate di arrivi nel 2016 e con l’integrazione della convenzione con la Prefettura siamo arrivati a dover dare disponibilità per 252 posti, 219 dei quali sono occupati. Da gennaio abbiamo poi assorbito l’attività di quattro gestori privati, altri 101 posti».

Il compenso dei due mediatori linguistici Asp sotto accusa dalla Lega Nord

Sotto accusa dalla Lega Nord anche i contratti di due mediatori linguistici che hanno lavorato con Asp, Faye Serigne Saliou e Sambou Djallo. «Il primo contratto – affermano i tre esponenti del Carroccio – è di 4.500 euro per due mesi di collaborazione, il secondo invece è incredibile: 20mila euro per quattro mesi di lavoro. Parliamo di circa 5mila euro mensili per la mediazione culturale, dati ad una persona che ha conseguito i propri di studio in Senegal e non in Italia, e che basa le proprie capacità di mediazione su corsi fatti con la Prefettura. Ci sono tanti laureati in Italia (italiani e non) con maggiori competenze ma che un contratto del genere se lo sognano».

«Vedendo come uno dei due mediatori abbia già in passato collaborato con la Prefettura – aveva spiegato Gabriele Padovani – ci viene da pensare che l’Asp lo utilizzi come filo diretto con l’ente decisionale, per avere un maggiore e continuo afflusso di profughi da gestire e poter quindi continuare a guadagnare».

La replica di Massimo Caroli: “Forniscono competenze necessarie”

«Il dottor Faye Serigne Saliou, mediatore linguistico-culturale, ma non solo – replica Massimo Caroli – ci consente di acquisire le competenze specialistiche non presenti all’interno del nostro organico, percependo un compenso lordo (comprensivo anche delle spese) assimilabile a quello del responsabile di un servizio con un’attività mensile, documentata e verificata, quantitativamente impressionante, estesa a tutte le 24 ore, inclusi festivi e prefestivi. Tra l’altro rappresenta un valore aggiunto anche per l’attività di coordinamento, svolgendo interventi formativi ed approfondimenti tematici a beneficio dei soggetti gestori coordinati da Asp e del personale Asp, e per la gestione diretta di Asp col supporto di prestatori di servizio, svolgendo per conto di Asp nei confronti di questi ultimi la supervisione educativo-metodologica».

Venendo a Sambou Djallo «dal mese di novembre 2016 – spiegai il presidente Asp – a seguito del forte incremento dei posti in gestione diretta, affianca il dott. Faye con attività a supporto nelle strutture di accoglienza ed affianca il servizio tecnico Asp nelle attività logistiche a beneficio delle strutture di accoglienza, percependo un compenso lordo corrispondente al trattamento base di un operatore manutentore (senza alcun trattamento o indennità aggiuntiva)».

Le posizioni del Pd e di Alessio Grillini (Io faentino)

Il Pd faentino, tramite il suo segretario comunale Maurizio Randi e il scapogruppo in consiglio comunale Niccolò Bosi ha difeso l’Asp della Romagna Faentina. «L’Asp – affermano – svolge la funzione di ente di riferimento per la Prefettura in tutto il territorio della Romagna Faentina, adoperandosi affinchè il sistema dell’accoglienza e le quote dei migranti siano ben coordinate e distribuite in forma omogena sul territorio». Alessio Grillini (Io faentino) ha invece appoggiato le critiche della Lega Nord in merito ai compensi dei due mediatori linguistici: «chiediamo si metta un tetto di decenza a dette retribuzioni, ed una precedenza per gli Italiani che risultino iscritti alle liste di disoccupazione».

Foto di copertina: sito web Ministero dell’Interno

 

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