Akio Niisato: un mese a Faenza per conoscere la maiolica

Un mese a Faenza per scoprire i segreti della maiolica faentina: è stata questa l’esperienza vissuta dal ceramista giapponese Akio Niisato in una residenza d’artisa. Il risultato di queste settimane sarà esposto nell’ambito della rassegna “Cose dell’altro mondo“, organizzata da Nove100Caffè, casa editrice Polaris e la ceramista Elvira Keller, giovedì 27 ottobre alle 18.30 durante una serata dedicata al Giappone. Insieme alla mostra di Akio Niisato, allestita nel laboratorio di Elvira Keller in corso Mazzini 63, nella serata ci saranno anche “assaggi” giapponesi, a cura di Nove100 Caffè, e una selezione di libri dedicati al Giappone, a cura di casa editrice Polaris.

Akio Niisato a Faenza nel laboratorio di Elvira Keller

L'opera di Akio Niisato vincitrice del Premio Faenza 2005
L’opera di Akio Niisato vincitrice del Premio Faenza 2005

Un legame che nasce da lontano quello dell’artista Akio Niisato, classe 1977, per Faenza. Il ceramista ha vinto con un’opera in porcellana il Premio Faenza nel 2005 ed è oggi uno dei ceramisti più dinamici nel panorama giapponese. Inoltre è cresciuto e vive a Toki, città a forte identità creativa, gemellata con Faenza dal 1979. L’opera vincitrice del Premio Faenza è attualmente in mostra al Mic all’interno della mostra “Made in Japan“. Akio Niisato è arrivato a Faenza con la moglie e due bambini di 5 e 9 anni: tutti i giorni ha lavorato al tornio (e non solo), mentre i due bambini hanno frequentato l’Istituto Comprensivo Matteucci, nelle primarie Pirazzini, con una soluzione originale che permette di entrare davvero a contatto con la nostra comunità, lasciando all’artista il tempo necessario per portare avanti la sua ricerca. «La mia produzione artistica è normalmente in porcellana, e il mio desiderio – racconta Akio Niisato – è stato quello di approfondire ulteriormente la lavorazione della maiolica: in questa residenza di un mese è stato possibile farlo, grazie alla disponibilità di Elvira e al confronto con gli altri ceramisti faentini. Sono abituato a viaggiare per lavoro con la mia famiglia – recentemente, ad esempio, ho trascorso un periodo negli Stati Uniti – e a Faenza ho trovato una città accogliente e con un vivace clima culturale, per certi aspetti molto simile a Toki, dove vivo”.

Faenza e Giappone: accoglienza, arte e cultura

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La mostra di Akio si terrà nel laboratorio di Elvira Keller

Faenza e Giappone: un dialogo costruito nel tempo. Il comune di Faenza, l’associazione Gemellaggi ed Ente Ceramica Faenza hanno costruito una residenza ad hoc per l’artista, che ha lavorato nel laboratorio di Elvira Keller, nell’ambito di un percorso di scambi che due anni fa aveva portato Elvira Keller, Fiorenza Pancino e Mirta Morigi a Toki per una residenza con mostra: un dialogo tra due culture diverse ma fortemente collegate, in primis dal linguaggio ceramico.

«Sono molto felice di avere ospitato Akio all’interno del mio laboratorio – commenta la ceramista Elvira Keller, napoletana di nascita e faentina d’adozione – Questo mi permette di guardare il modo in cui tratta i nostri materiali tradizionali (terra Faenza e maiolica) con un approccio completamente diverso e per noi inusuale. Spero di portare avanti in futuro questo tipo di ospitalità e questo dialogo interculturale e produttivo».

Faenza e l’Oriente: la piazza di Jingdezhen e Made in Japan

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Faenza Square, recentemente inaugurata in Cina

«Questi progetti ci aiutano a crescere – afferma Massimo Isola, presidente di Ente Ceramica Faenza e assessore alla Ceramica – e ci aiutano a costruire ponti tra Faenza e l’Oriente, luogo di alta cultura ceramica. Il dialogo tra queste due culture può aiutare entrambi a costruire produzioni più forti, più originali e più incisive nel contesto artistico e ceramico del nostro tempo. La formula della residenza e del lavoro in bottega è strategico, permette di stratificare questo dialogo, di farlo entrare dentro l’anima creativa della nostra città. Nel mese dell’inaugurazione di una piazza a forte caratterizzazione ceramica a Jingdezhen, patria mondiale della porcellana, e della grande mostra giapponese al Mic, questo scambio culturale assume un valore aggiunto importante. La ceramica può aprire il punto di vista e il pensiero che questa città può esprimere: stiamo lavorando in questa direzione».

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