Airbnb@Brisighella: esperienze tra food, cultura e tradizioni

Insaccare un salame, bere vino prodotto in anfora, dare forma ai prodotti tipici della collina brisighellese: sono queste alcune delle esperienze vissute due rappresentanti da Airbnb, – David McIntyre, Global Head of Food di Airbnb, e McKenzie Phelan, Global Culinary Operation Coordinator – ospiti di Postrivoro e Contamination Lab a Faenza dal 14 al 18 dicembre. Obiettivo: vivere alcune travel experiences della Romagna nell’ottica di un’ospitalità che renda sempre di più il turista protagonista attivo del proprio viaggio. Un obiettivo che ha già portato risultati concreti, come il lancio della nuova piattaforma Airbnb Trips che permetterà agli utenti di acquistare (e offrire) experience uniche e immersive in giro per il mondo. Ecco allora che la visita a Brisighella dei due rappresentanti del colosso della sharing economy permette di “tastare con mano” alcune delle experience presenti sul territorio: alcune potenziali e altre già possibili.

Il Teatro Pedrini di Brisighella come “Teatro del gusto”

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Il sindaco di Brisighella, Davide Missiroli, e i due rappresentanti di Airbnb

Food e cultura. Il tour dei due rappresentati di Airbnb è partito nella mattinata di mercoledì 14 dicembre con la visita al Teatro Pedrini di Brisighella: una struttura che vuole trovare una sua specificità all’interno del panorama dei teatri in Romagna trasformandosi in un “Teatro del gusto”. «Il progetto – spiega Davide Missiroli, sindaco di Brisighella – prevede la ristrutturazione di un teatro necolassico dell’Ottocento incastonato al secondo piano del Municipio. E’ un edificio che ha una valenza storica in sé e la sua rifunzionalizzazione in Teatro del gusto permetterebbe una sua specificità. L’ idea è unire food e cultura in un teatro storico per raccontare il territorio. Si svilupperebbe infatti un meccanismo scenico che lega chef, produttori e narratori che raccontano il prodotto e la sua storia, dando vita a un’emozione molto forte e autentica. In questo senso stiamo ragionando con Postrivoro e ci siamo fatti contagiare dal loro entusiasmo».

Brisighella: le nuove frontiere dell’ospitalità

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David McIntyre e McKenzie Phelan, dal 14 al 18 dicembre a Faenza ospiti di Postrivoro

Adottare una mora romagnola, insaccare un salame e altre pratiche della norcinatura: all’interno dell’Azienda agricola Baccagnano, situata sulle colline brisighellesi, i due rappresentanti di Airbnb sono entrati a contatto con alcune delle tradizioni storiche della campagna romagnola, mettendosi in gioco con i gestori di un’altra Azienda agricola, Ca’ ad La’. «Il salvadanaio è rappresentato spesso a forma di maialino – spiega il sindaco – proprio perché “del maiale non si butta via niente” e nella società contadina era una vera e propria ricchezza». Pasta fatta in casa e visita al Parco Carnè: queste le altre experience vissute nel corso della giornata. «Brisighella si presta bene per questo tipo di offerta – spiega Marco Ghezzi, titolare dell’Azienda agricola Baccagnano – perché offre un sacco di opportunità. La nostra è sia un bed&breakfeast sia un’azienda agricola e mette al centro di tutto l’ospitalità». All’interno della struttura hanno una percentuale molto alta i turisti stranieri. «Non ci limitiamo a offrire un alloggio – continua Marco Ghezzi – _fil6523diamo anche possibilità di fare dei workshop, come quelli di xeligrafia e di yoga class». Sono infatti i turisti stranieri ad apprezzare questo tipo di experience, in particolare quelli del Nord Europa, che vedono la Romagna come una tappa di sosta ideale e punto di partenza per raggiungere poi altre parti d’Italia. Ultimamente l’azienda sta sviluppando il settore esperienziale, portando l’ospite direttamente nel cuore del suo lavoro come per esempio nei campi e nelle vigne. «Portiamo i nostri ospiti direttamente nei campi – spiega Marco Ghezzi – e raccontiamo loro i segreti della viticultura, facendoli diventare protagonisti dell’experience che stanno vivendo e facendogli vivere il nostro lavoro. Ci sono potenzialità incredibili in questo senso: i campi vivono tutto l’anno e hanno sempre qualcosa da raccontare»

Dalla Georgia alla Romagna: il vino prodotto in anfora

_fil6601Bere un vino prodotto allo stesso modo di come si faceva alle sue origini, millenni di anni fa: è questo l’experience prodotta dal “AN so mila FORA“, un progetto che mette in collaborazione e comunicazione vari produttori del territorio. «E’ un progetto di scambio culturale tra i produttori georgiani di vino e anfore – spiega l’ideatore Carlo Catani – detentori dei segreti dell’ancestrale metodologia di produzione di vino in anfora, e i produttori di vino emiliano-romagnoli». Il progetto è organizzato da “Io Bevo Romagnolo” e condiviso con 15 produttori locali di vino e uno di aceto tradizionale e si propone di vinificare i nostri vitigni autoctoni nei tradizionali kvevri (anfore) georgiane, con il metodo tradizionale utilizzato anche da noi almeno fino al tempo dei romani. “AN so miga FORA” è soprattutto un progetto di collaborazione, comunicazione e scambio tra tutti i produttori coinvolti: una rete che vuole mettere in comunione conoscenze, storie e tradizioni.

McKenzie Phelan: “Cerchiamo esperienze tipiche e uniche”

_fil6556«Questo è proprio il tipo di esperienze che stiamo cercando – spiega Mckenzie Phelan – quello in cui l’ospite è direttamente a contatto con le esperienze tipiche e uniche di un determinato territorio. In questi giorni abbiamo sperimentato alcune pratiche tipiche romagnole come l’insaccatura del salame all’azienda agricola di Baccagnano. Anche il Museo Carlo Zauli rientra pienamente nell’ottica di Aibnb Trips: il visitatore è infatti invitato a mettere direttamente le mani in sperimentazioni».

«La comunicazione oggi è fondamentale – conclude il sindaco Davide Missiroli – per stare al passo coi tempi. Credo che queste pratiche ed eventi come quelli organizzati da Postrivoro e Contamination Lab ci porteranno a crescere. Dobbiamo avere mente più larga dei confini amministrativi. L’idea è “pensare globalmente e agire localmente”: unire la necessità di una significativa forza comunicativa e l’autenticità delle esperienze».

Foto: Cinefood

 

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